RATURE

Spazio del Possibile / Azione N_3 "La costellazione senza nome"
 
Installazione ambientale site-specific / Rielaborazione di oggetti preesistenti e natura morta, elaborazioni fotografiche digitali, foto d'archivio, feltro filzato (lana cardata), mobili cartapestati / Dimensioni complessive d'ambiente. Galleria Adiacenze Bologna, vicolo Spirito Santo 1/B, dal 18 / 07 / 2016 al 09 / 09 / 2016.

 

RATURE è la terza tappa di una serie di installazioni che Alisia Cruciani ha realizzato negli ultimi anni, una ricerca artistica volta a creare dispositivi di partecipazione e avviare una riflessione collettiva sul valore degli oggetti che ci circondano e sull’identità dei luoghi che abitiamo. Dopo il primo intervento veneziano orientato a gettare luce sulla storia e la condizione di uno spazio reale (Sacca San Mattia, 2014) e, successivamente, al simbolico dispositivo di scambio innescato a Trevi (Palazzo Lucarini, 2015), l’installazione creata per Adiacenze è un progetto intimo e personale, in cui l’artista ha deciso di esporre frammenti delle sue memorie private e oggetti che da anni raccoglie, colleziona e conserva nella sua abitazione. Rature. Spazio del Possibile. Azione N_3 è un omaggio ai propri luoghi dell’anima, a quelle terre che hanno formato la nostra identità, le nostre capacità percettive ed emozionali, dove l’eterna materia si mescola ai labili ricordi. Come una grande natura morta, composta da tante piccole unità da esperire con tutti i sensi, Rature è un grande poema visivo, romantico e nostalgico, che vuole esprimere l’amore per questi luoghi “culla” e il dolore per il distacco.

Con una lettera rivolta al visitatore, l’artista invita il pubblico a condividere con lei un frammento della propria memoria, un pezzetto di paesaggio reale o immaginario che entrerà a far parte dell’opera stessa, depositandolo direttamente in mostra o inviandolo all’artista. [Alisia Cruciani – Via Primo Maggio, 39 – Montecassiano (MC), 62010 // alisia.cruciani@gmail.com]. Il contributo può avere qualsiasi forma e può essere quindi concepito come uno scritto, delle immagini o un oggetto (o il suo surrogato). Con tutti i frammenti donati dai visitatori l’artista realizzerà un atlante della memoria che sarà presentato prossimamente ad Adiacenze. La “cancellatura” (appunto “Rature”, in francese), elemento costante in questa serie di interventi, è qui una cancellazione della soggettività del ricordo personale per divenire memoria collettiva.                                      

                                                                                                                                                                                    *a cura di Michele Gentili